A distanza di ormai poche ore dall’inizio dei Mondiali 2026, Infantino è alle prese con l’arbitro somalo bloccato negli USA.
In occasione della conferenza stampa a ridosso dell’inizio dei 23esimi Mondiali di calcio, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha affrontato questioni cruciali per il panorama calcistico mondiale. Con i Mondiali che si svolgeranno negli Stati Uniti, Infantino ha dovuto affrontare diverse problematiche, dalle questioni burocratiche relative agli arbitri internazionali, alle tensioni diplomatiche, fino alle problematiche economiche legate alla gestione dei prezzi dei biglietti. La sua visione si concentra su come la FIFA possa navigare tra le complessità politiche e sociali, mantenendo al centro l’importanza dello sport come veicolo di integrazione e sviluppo.

Il caso dell’arbitro somalo Abdulkadir Artan e la risposta della FIFA
Uno dei temi caldi della conferenza stampa è stato il caso di Abdulkadir Artan, un arbitro somalo che si è visto negare il visto una volta atterrato negli Stati Uniti. Infantino ha descritto l’episodio come ‘un peccato’, sottolineando le difficoltà che la FIFA incontra nel gestire situazioni che esulano dalla sua sfera di controllo diretta. Ha spiegato che, nonostante gli sforzi per risolvere tali problematiche, l’organizzazione non può imporre la propria volontà sulle autorità locali. “Ci proviamo, ne discuteremo, parleremo, vedremo”, ha detto Infantino, evidenziando il ruolo della FIFA come un’organizzazione sportiva e non politica. L’obiettivo è trovare soluzioni attraverso il dialogo e la cooperazione, piuttosto che con atteggiamenti di scontro.
La partecipazione dell’Iran ai Mondiali e le implicazioni economiche dei prezzi dei biglietti
Infantino ha poi sottolineato l’importanza della partecipazione dell’Iran ai Mondiali negli Stati Uniti, definendolo un successo diplomatico e sportivo. “Penso che sia già stato un successo portare l’Iran a giocare in America”, ha affermato, riconoscendo le complessità politiche che circondano tale partecipazione. La presenza dell’Iran rappresenta un passo significativo verso la promozione della pace e della comprensione internazionale attraverso lo sport.
Infantino ha affrontato anche il tema del costo dei biglietti, con un prezzo di partenza fissato a 60 dollari. Ha spiegato che una riduzione dei prezzi porterebbe a un incremento delle vendite sul mercato secondario, con il rischio che i profitti non vengano reinvestiti nel calcio. “Ogni dollaro che entra viene reinvestito nello sviluppo del calcio”, ha dichiarato. Sottolineando come la FIFA utilizzi i ricavi ottenuti per sostenere lo sport a livello globale, in particolare nei 47 mesi tra una competizione e l’altra. Questa strategia mira a garantire che il calcio continui a crescere e a svilupparsi, beneficiando le comunità di tutto il mondo.